Vista del Parco degli Albertini

Il Parco

Restauro e rinascita

Il giardino all’inglese

Arte e natura, artificiale e naturale

Il Parco degli Albertini è un felice esempio di giardino all’inglese realizzato nella prima metà dell’800, in piena sintonia con il pensiero romantico. Si sviluppa alle spalle della villa e si estende fino alla sommità del colle come una scenografica quinta arborea, di specie in prevalenza sempreverdi.

Nel punto più alto si trovano il laghetto, elemento principe dei giardini all’inglese, e la torre ‘Grande’, osservatorio emergente nel paesaggio. L’acqua, declinata in tutte le sue forme, dà vita a suggestive cascatelle nei pressi delle grotte: l’intento del progettista era sorprendere il visitatore nel fitto dei percorsi.

Scorcio del bosco del parco
La mappa catastale storica del parco, con il lago di Garda

Restauro

Un organismo vivente

Tempo e Natura sono stati i principali artefici delle trasformazioni del parco. L’intervento di riqualificazione, pur mantenendo il fascino romantico e lo ‘spirito’ del suo ideatore, non è un mero esercizio di recupero: non si tratta di conservare una memoria, ma di esprimere continuità, come organismo vivente e come espressione del suo genius loci. Il giardino è un’opera aperta, vive e si rinnova di continuo.

Il sogno del conte: la storia

I percorsi nel bosco

Quattro tappe verso la cima

Il ponte di pietra sopra le grotte animate da cascatelle
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Il bosco giardino

Il viale degli allori e il sentiero degli Acanthus conducono alle grotte animate da cascatelle, parte di un articolato sistema idraulico che porta l’acqua dal laghetto all’orto e al giardino formale.

Il sentiero che attraversa la radura dei cipressi
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La valletta

Passato l’arco di travertino si arriva alla radura dei cipressi. La spirale aurea, realizzata con i rami dei cipressi abbattuti dalla tromba d’aria del 2019, è un omaggio alla Natura e un augurio di rinascita.

Una torretta di confine emerge tra gli alberi
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La rupe

Sentieri a terrazzamenti tra antichi cipressi e piante mediterranee portano alle torrette di confine: la Torre Volpara, la Torre Belvedere sul golfo di Garda e la Torre Rotonda accanto all’oliveto.

La Torre Grande del 1845 in una fotografia d’epoca
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Il colle

In cima, la Torre ‘Grande’ del 1845: punto di traguardo ottico e osservatorio, luogo della visione. All’ombra dei cipressi, le acque della sorgente si tuffano lentamente nel laghetto.

La galleria

Il parco in immagini